5) Dostoevskij. La teoria di Kirillov.
In questa lettura viene esposta la teoria di Kirillov sulla
negazione di Dio e sulla necessit che l'uomo prenda il suo posto:
da Dio all'Uomo-Dio.
F. M. Dostoevskij, I demoni (vedi manuale pagine 228-229).

 Il signor Kirillov, un ingegnere costruttore dei pi insigni.
[...]
Era un uomo ancora giovane sui ventisette anni, vestito
decentemente.
[...].
mentre io cerco solo le cause, per cui gli uomini non osano
uccidersi; ed ecco tutto. Ed anche questo  indifferente..
Come non osano? Vi sono, forse, pochi suicidi?.
Pochissimi..
Possibile che lo troviate?.
Non rispose, si alz e si mise a camminare su e gi pensoso.
Che cosa, dunque, trattiene gli uomini, secondo voi, dal
suicidio? domandai.
Mi guard distrattamente, come se cercasse di ricordare di che
cosa si parlasse.
Io... io lo so ancora poco... due pregiudizi li trattengono, due
cose; due soltanto; una molto piccola, l'altra molto grande. Ma
anche la piccola  molto grande..
Qual , dunque, quella piccola?.
Il dolore..
Il dolore? Possibile che sia cos importante... in questo caso?.
E' la primissima cosa. Vi sono due categorie: quelli che si
uccidono o per una gran tristezza, o per la rabbia, o sono pazzi,
o che so io... quelli si uccidono di colpo. Quelli pensano poco al
dolore, ma si uccidono di colpo. Mentre quelli che lo fanno a
mente lucida, quelli pensano molto..
Vi sono, forse, di quelli che lo fanno a mente lucida?.
Moltissimi. Se non ci fosse il pregiudizio, sarebbero di pi;
moltissimi; tutti..
Ora anche tutti?.
Non rispose.
Ma non vi sono, forse, dei mezzi di morire senza dolore?.
Immaginate, si ferm davanti a me, immaginate un masso d'una
grandezza, come una gran casa; vi prende sul capo; se vi cade
addosso, sulla testa, vi far male?.
Un masso come una casa? Certo, fa paura..
Non parlo della paura; vi far male?.
Un masso come una montagna, un milione di pud? Si intende, nessun
male..
Ma mettetevi davvero sotto, e mentre pende, avrete molta paura
che vi faccia male. Ogni primo scienziato, ogni primo dottore,
tutti, tutti avrebbero molta paura. Ognuno saprebbe che non fa
male, ed ognuno avrebbe paura che faccia male..
Bene, e l'altra causa, quella grande?.
L'altro mondo!.
Cio, il castigo?.
Questo  indifferente. L'altro mondo; solo l'altro mondo..
Non vi sono forse degli atei che non credono affatto nell'altro
mondo?.
Di nuovo non rispose.
Giudicate forse secondo voi stesso?.
Ognuno non pu giudicare che secondo se stesso, disse
arrossendo. La piena libert ci sar allora, quando sar
indifferente vivere o non vivere. Ecco lo scopo di tutto..
Lo scopo? Ma allora nessuno, forse, vorr pi vivere?.
Nessuno, disse risolutamente.
L'uomo ha paura della morte, perch ama la vita, ecco come la
intendo io, osservai e cos ha ordinato la natura..
E' vile, e sta qui tutto l'inganno! scintillarono i suoi occhi.
La vita  dolore, la vita  paura, e l'uomo  infelice. Ora tutto
 dolore e paura. Ora l'uomo ama la vita, perch ama il dolore e
la paura. E cos hanno fatto. La vita si concede a prezzo di
dolore e di paura, e sta qui tutto l'inganno. Ora l'uomo non 
ancora quell'uomo. Vi sar l'uomo nuovo, felice e superbo. A chi
sar indifferente vivere o non vivere, quello sar l'uomo nuovo!
Chi vincer il dolore e la paura, quello sar Dio. Mentre l'altro
Dio non vi sar..
Dunque, l'altro Dio c' pure, secondo voi?.
Non c', ma c'. Nel masso non c' il dolore, ma nella paura del
masso c' il dolore. Dio  il dolore della paura della morte. Chi
vincer il dolore e la paura, quello diverr Dio. Allora vi sar
la vita nuova, l'uomo nuovo, tutto sar nuovo... Allora la storia
sar divisa in due parti: dal gorilla alla distruzione di Dio, e
dalla distruzione di Dio al....
Al gorilla?.
... alla trasformazione fisica dell'uomo e della terra. L'uomo
sar Dio e si trasformer fisicamente. Ed anche il mondo si
trasformer, e le azioni si trasformeranno, e i pensieri, e tutti
i sentimenti. Che cosa ne pensate voi, si trasformer allora
l'uomo fisicamente?.
Se sar indifferente vivere o non vivere, tutti si uccideranno,
ed ecco in che cosa forse consister la trasformazione..
Questo  indifferente. Uccideranno l'inganno. Chiunque voglia la
libert essenziale, deve avere il coraggio d'uccidersi. Chi ha il
coraggio d'uccidersi, ha conosciuto il segreto dell'inganno. Pi
in l non c' libert; qui  tutto, e pi in l non c' nulla. Chi
ha il coraggio d'uccidersi, quello  Dio. Ora ognuno pu fare che
non ci sia pi Dio e che non ci sia pi nulla. Ma nessuno l'ha
ancora mai fatto..
Vi sono stati milioni di suicidi..
Ma sempre non per questo, sempre con la paura e non per questo.
Non per uccidere la paura. Chi si uccider soltanto per uccider la
paura, quello diverr subito Dio..
Non ne avr forse il tempo, osservai.
Questo  indifferente, rispose piano, con pacato orgoglio, quasi
con disprezzo. Mi dispiace che voi par che ridiate aggiunge dopo
un mezzo minuto.
E a me riesce strano che dianzi voi foste irritabile, mentre ora
siete cos tranquillo, anche se parlate con calore..
Dianzi? Dianzi era da ridere, rispose con un sorriso; io non
amo ingiuriare e non rido mai, soggiunse tristemente.
S, non le passate allegramente le vostre notti bevendo il t.
M'alzai e presi il berretto.
Lo credete? sorrise con una certa meraviglia. E perch? No
io... io non so, si confuse a un tratto, non so come succeda
agli altri, ed anch'io sento cos che non posso fare come tutti.
Ognuno pensa, e subito dopo pensa a un'altra cosa. Io non posso
pensare ad altro, io penso tutta la vita alla stessa cosa. Dio mi
ha tormentato tutta la vita, concluse a un tratto con
sorprendente espansione.
[...].
Ricordo che dicevate qualcosa di Dio... perch una volta voi mi
spiegavate; anzi un paio di volte. Se vi ucciderete, diverrete un
dio, mi pare, non  cos?.
S, io diverr un dio..
Pjotr Stepanovic non sorrise nemmeno; aspettava; Kirillov lo fiss
con uno sguardo sottile.
Voi siete un intrigante e un ingannatore politico, voi mi volete
portare alla filosofia e all'entusiasmo, e produrre la
conciliazione per disperdere l'ira, e, quando mi sar
riconciliato, ottenere il biglietto che io ho ucciso Satov..
Pjotr Stepanovic rispose con un'ingenuit quasi naturale.
Be', ammettiamo pure che io sia un simile vigliacco, ma negli
ultimi momenti ci non vi  forse indifferente, Kirillov? Be',
perch ci letichiamo, dite per favore: voi siete un uomo cos, e
io un uomo cos, che cosa ne viene? E per giunta tutti e due....
Vigliacchi..
S, magari, anche vigliacchi. Perch voi sapete che son soltanto
parole..
Per tutta la vita non ho voluto che fossero soltanto parole. Per
questo appunto son vissuto, perch non volevo. Anche ora voglio,
ogni giorno, che non siano parole..
E' che ognuno cerca dove si sta meglio. Il pesce... cio ognuno
cerca delle comodit di suo genere; ed ecco tutto. Lo si sa da
tempo immemorabile..
Delle comodit, hai detto?.
Be', non vale la pena di star l a discutere sulle parole..
No, hai detto bene, sia pure delle comodit. Dio 
indispensabile, e perci deve esistere..
A meraviglia..
Ma io so che non c' e non pu esserci..
Questo  pi giusto..
Possibile che tu non capisca che un uomo con due simili idee non
possa rimanere fra i vivi?.
Deve forse spararsi?.
Possibile che tu non capisca che solo per questo ci si possa
uccidere? Tu non capisci che ci possa essere un uomo cosiffatto,
un uomo dei vostri mille milioni, uno che non vorr e non
sopporter..
Capisco solo che voi, a quanto pare, esitate. E' molto male..
Anche Stavrogin  stato inghiottito dall'idea, Kirillov non
s'accorse dell'osservazione, camminando con aria tetra per la
stanza.
Come? aguzz gli orecchi Pjotr Stepanovic, quale idea? Lui
stesso vi ha detto qualche cosa?.
No, l'ho indovinato da me: Stavrogin anche se crede, non crede di
credere. Se invece non crede, non crede di non credere..
Be', Stavrogin ha anche qualche cosa di pi intelligente...
borbott arcigno Pjotr Stepanovic, seguendo con inquietudine la
piega del discorso e il pallido Kirillov.
Che il diavolo lo porti, non si sparer, pensava, l'ho sempre
presentito; un cavillo cerebrale e nient'altro; che robaccia il
popolo!.
Tu sei l'ultimo che sta con me: io non vorrei separarmi da te
male, disse a un tratto Kirillov.
Pjotr Stepanovic non rispose subito. Che il diavolo lo porti, che
cos' questo ancora? pens di nuovo.
Credete, Kirillov, che io non ho nulla contro di voi,
personalmente, e sempre....
Sei un vigliacco ed una mente falsa. Ma io son come te, e mi
uccider, e tu resterai vivo..
Cio volete dire che sono cos basso che vorr restare in vita..
Non aveva ancora potuto decidere, se fosse vantaggioso o no
continuare in un simile momento un tal discorso, e decise
d'abbandonarsi alle circostanze. Ma il tono di superiorit e di
quell'aperto disprezzo che Kirillov aveva sempre dimostrato per
lui lo aveva sempre irritato anche prima, ed ora chi sa perch
ancor pi di prima. Forse, perch Kirillov, che fra un'ora doveva
morire (Pjotr Stepanovic lo aveva sempre presente), gli pareva
qualcosa come una specie ormai di mezzo uomo, qualcosa, a cui
ormai non si poteva in nessuno modo permettere d'essere altezzoso.
A quanto pare, vi vantate davanti a me che vi sparerete?.
Son sempre stato meravigliato che tutti rimanessero in vita,
Kirillov non ud la sua osservazione.
Hm! Poniamo, questa  un'idea, ma....
Scimmia, tu annuisci per domarmi. Taci, non capirai nulla. Se non
c' Dio, io sono un dio..
Ecco, io non ho mai potuto capire questo vostro punto: perch
siete un dio?.
Se Dio c', tutta la volont  sua, e sottrarmi alla sua volont
io non posso. Se no, tutta la volont  mia, e son costretto a
proclamar l'arbitrio..
L'arbitrio? Ma perch siete costretto?.
Perch tutta la volont  diventata mia. Possibile che nessuno su
tutto il pianeta, avendola finita con Dio e avendo posto fede
nell'arbitrio, osi proclamar l'arbitrio, nel senso pi completo?
E' come un povero che abbia ricevuto l'eredit e si sia
spaventato, e non osi avvicinarsi al sacco, stimandosi impotente a
possederlo. Io voglio proclamar l'arbitrio. Sia pure da solo, ma
lo far..
E fatelo..
Io sono obbligato a uccidermi, perch il momento pi alto del mio
arbitrio  uccidere me stesso..
Ma non siete mica il solo a uccidervi: ci son molti suicidi..
Con una ragione. Ma senza alcuna ragione, ma solo per l'arbitrio,
sono l'unico..
Non s'uccider, balen di nuovo nella mente di Pjotr Stepanovic.
Sapete, osserv con irritazione, io al vostro posto, per
mostrar l'arbitrio, avrei ammazzato qualcun altro, e non me
stesso. Potreste essere utile. Vi indicher chi, se non vi
spaventerete. Allora, magari, non sparatevi nemmeno, oggi.
Possiamo metterci d'accordo..
Uccidere un altro sar il momento pi basso del mio arbitrio, e
in ci sei tutto tu. Io non sono te: io voglio il momento pi alto
e uccider me stesso..
C' arrivato da s, brontol rabbiosamente Pjotr Stepanovic.
Io son tenuto a proclamar l'assenza della fede, Kirillov
camminava per la stanza. Per me non c' un'idea pi alta di
quella che non c' Dio. E' con me la storia dell'umanit. L'uomo
non ha fatto altro che inventare Dio per vivere senza uccidersi;
in ci consiste tutta la storia universale fino ad oggi. Io solo,
nella storia universale, non ho voluto per la prima volta
inventare Dio. Che lo sappiano una volta per sempre..
Non s'uccider, s'inquietava Pjotr Stepanovic.
Chi ha da saperlo? lo aizzava. Qui non ci siamo che io e voi;
Liputin, forse?.
Tutti han da saperlo; tutti lo sapranno. Non c' nessun mistero
che non si palesi. L'ha detto Lui..
E con febbrile entusiasmo Kirillov addit l'immagine del
Redentore, dinanzi alla quale ardeva una lampada. Pjotr Stepanovic
s'arrabbi definitivamente.
In Lui, dunque, voi credete ancora e avete acceso la lampada; non
lo avete mica fatto "a buon conto"?.
Quello non rispose.
Sapete, secondo me, voi credete, magari, anche pi di un pope..
In chi? In Lui? Ascolta. Kirillov si ferm, guardando innanzi a
s con uno sguardo immobile, esaltato. Ascolta una grande idea:
c'era sulla terra un giorno, e in mezzo alla terra stavano tre
croci. Uno sulla croce credeva al punto che disse all'altro: "tu
sarai oggi con me in paradiso". Il giorno fin, tutti e due
morirono, andarono e non trovarono n il paradiso, n la
risurrezione. Non si avverava ci ch'era stato detto. Ascolta:
quest'uomo era il pi alto su tutta la terra, costituiva ci per
cui essa doveva vivere. Tutto il pianeta, con tutto ci ch' sopra
di esso, senza quest'uomo, non  che una pazzia. Non c'era stato
n prima, n dopo di Lui uno simile a Lui, e non ci sar mai, fino
al miracolo. In ci appunto sta il miracolo, che non c' stato e
non ci sar mai uno simile. E se cos , se le leggi della natura
non hanno risparmiato nemmeno questo, non hanno avuto piet
nemmeno del proprio miracolo, ma hanno costretto anche Lui a
vivere in mezzo alla menzogna e a morire per la menzogna, vuol
dire che tutto il pianeta  menzogna e sta sulla menzogna e su una
stolta irrisione. Vuol dire che le stesse leggi del pianeta son
menzogna e un vaudeville del diavolo. A che, dunque, vivere,
rispondi, se sei un uomo?.
Questa  un'altra piega della questione. Mi pare che in voi si
siano mescolate due cause diverse; e ci  assai sospetto. Ma
permettete, be', e se voi foste un dio? Se fosse finta la
menzogna, e voi aveste indovinato che tutta la menzogna deriva dal
fatto che c'era il Dio di prima?.
Finalmente hai capito! esclam Kirillov con entusiasmo. Vuol
dire che si pu capirlo, se anche uno come te ha capito! Lo
capisci tu ora che tutta la salvezza per tutti  dimostrare a
tutti quest'idea? Chi la dimostrer? Io! Io non capisco: come pu
aver saputo l'ateo finora che non ci fosse Dio e non essersi
ucciso subito? Capire che non c' Dio e non capire nello stesso
momento d'esser diventato tu stesso un dio  un'assurdit, perch
se no ti uccideresti assolutamente da te. Se lo capisci, sei zar e
ormai non ti ucciderai da te, ma vivrai nella gloria pi eccelsa.
Ma uno, quello che lo scopre per primo, deve uccidersi
assolutamente, se no chi, dunque, comincer e dimostrer? Io mi
uccider assolutamente, per cominciare e dimostrare. Io non sono
ancora che un dio per forza e sono infelice, poich son costretto
a proclamar l'arbitrio. Tutti sono infelici, perch tutti hanno
paura di proclamar l'arbitrio. Per questo appunto l'uomo  stato
finora cos infelice e povero, perch temeva di proclamare il
punto principale dell'arbitrio, e commetteva gli arbitr di
straforo; come uno scolaro. Io son terribilmente infelice, perch
temo terribilmente. La paura  la maledizione dell'uomo... Ma io
proclamer l'arbitrio, sono obbligato a credere di non credere. Io
comincer, e finir, e aprir la porta. E salver. Solo questo
salver tutti gli uomini e gi nella seguente generazione li
rigenerer fisicamente; poich con l'aspetto fisico presente, per
quanto ho pensato, l'uomo non pu fare a meno di Dio in nessun
modo. Per tre anni ho cercato l'attributo della mia divinit e
l'ho trovato: l'attributo della mia divinit  l'Arbitrio! E'
tutto ci, con cui io posso mostrare nel punto principale la
rivolta e la mia nuova paurosa libert. Poich essa  assai
paurosa. Io mi uccido per mostrare la rivolta e la mia paurosa
libert..
F. M. Dostoevskij, I demoni, Garzanti, Milano, 1977, volume I,
pagine 93, 115-118, 239-241 e volume secondo, pagine 655-659.
